Un romanzo a fumetti Bonelli molto italiano, anzi bresciano , pieno di citazioni di citazioni, paesini, e di “gnari”. Una storia in bilico tra la realtà e l’incubo, la superstizione e il peccato, il senso di colpa e i segreti dell’essere umano. Un’ambientazione che ricorda molto i film di Pupi Avati, in particolar modo “la Casa dalle Finestre che ridono”. Una storia che ricorda il vecchio Dario Argento, quello che faceva ancora paura. Insomma una revival horror italiano.