Una storia sul ritrovare se stessi nelle cose semplici. Una serie di scenette semplici, apparentemente docili e romantiche, ma che a tratti nascondono la spietata realtà, l’incongruenza di un mondo della città che va troppo veloce, che corre senza meta e senza senso e dall’altra parte un mondo fatto di cose semplici, di emozioni genuine ma anche tanto, forse troppo terrene come quello della vita in campagna. Si riflette molto, si ride tanto, a tratti a crepapelle. Ricorda a tratti la spensieratezza e genuinità di Watterson con Calvin & Hobbes. Geniale.